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IL CERCAPADRONE Onlus PROBLEMA CANILI |
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Problema
“canili”, OSSIA COSA A VOLTE SUCCEDE A CHI STA IN GABBIA E A CHI SI
ATTIVA IN SUO AIUTO Fino
al Come
funziona. Quando
un Comune avvista un cane vagante sul proprio territorio, o riceve
segnalazione dai cittadini, contatta il servizio Asl o i vigili locali e
provvede all’accalappiamento dell’animale. Con
che soldi? I
soldi usati per mantenere il cane presso il canile sono quelli dei
cittadini, ossia soldi pubblici. Tutti gli italiani quindi contribuiscono,
tra le altre cose, alla spesa di mantenimento per questi animali. Che
sarebbe cosa buona, se ci fosse una garanzia di qualità di vita. Invece
spesso le convenzioni si limitano a definire le cifre e le responsabilità,
e non a stabilire criteri di benessere animale (oppure, ove siano stati
concordati, non c'é nessuno a controllare che vengano rispettati), come ad esempio l’uscita
giornaliera dei cani dai box. Moltissimi infatti SONO RECLUSI DA ANNI,
ossia chiusi in una gabbia senza poter mai mettere una zampa fuori… e
senza che nessuno lo imponga a chi li gestisce. L’adozione… Chi
si occupa dell’adozione di questi cani? Spesso nessuno. Parte dei canili
privati, a fronte di un guadagno giornaliero per ogni cane ospitato, non
hanno alcun interesse (e in verità nessun dovere, purtroppo… la legge
non prevede se ne debbano occupare!) a incentivarne l’adozione. Sono
solo tenuti a non ostacolarla. E i Comuni? Spesso, sono assenti. Alcuni, grazie a un Sindaco o a una
Giunta sensibili all’argomento, stipulano un accordo con Associazioni
per E quindi… Il
volontariato é spesso l’unica speranza per questi cani. Non solo di
essere adottati, ma spesso salvati qualora, ad esempio, un volontario
constati qualcosa che davvero non va e decida di segnalarlo a chi di
dovere. Ma cosa fanno i volontari, entrando in queste strutture dove sono
ospitati a volte centinaia di cani? Tutto è bene quel che finisce bene… Ingenuamente
si potrebbe credere che, almeno per i fortunati richiesti in adozione, la
trafila finisca qui. Invece i volontari spesso si trovano a dover
combattere per rendere possibile l’adozione. Quante volte accade che, i volontari recatisi sul
posto con gli adottanti per prelevare un cane, debbano perdere ore, e a
volte inutilmente, per ottenere ciò che è di loro diritto: fare adottare
un cane!!! Litigi, grida, o un semplice “no” all’ingresso: ecco cosa
spesso blocca la felice adozione di questi animali, per cui la speranza di
una vita dignitosa, in una nuova casa con una famiglia amorevole,
svanisce… Nonostante le persone interessate si siano recate in canile
nell’orario di apertura al pubblico. Orario di apertura… Le
legge prevede che tutte le strutture, municipali o private, debbano
GARANTIRE un orario di apertura al pubblico per la ricollocazione degli
animali ospitati presso nuove famiglie. Ogni Legge Regionale stabilisce i
termini per questi orari e a volte, come nel caso della Legge Regionale
Lombardia che impone un’apertura minima di 4 giorni settimanali per 4
ore giornaliere, stabilisce anche che uno di questi giorni preposti debba
cadere di sabato o di domenica, per venire incontro alle esigenze di chi,
lavorando tutta la settimana, possa volersi recare in canile per adottare
un cane nel week-end. E non solo, la legge obbliga le strutture ad esporre
tali orari in bella vista, così che non ci siano, come dire, equivoci di
sorta… Ma
il problema non si risolve. Spesso
no. Chi è in gabbia, è davvero IN GABBIA! E quando una persona
interessata ad adottare un cane si reca in canile, magari senza essere
accompagnato dai volontari, a volte trova una situazione veramente
disincentivante. “Il
canile è chiuso”, “Stiamo dando da mangiare ai cani, non potete
entrare”, “Tornate un’altra volta”, quando…? “un’altra
volta…”, “quel cane è mordace”, “no, quello è vecchio, non le
conviene, muore subito”, “le hanno detto che c’è un pastore tedesco
qui? No, mai! Si saranno sbagliati!”, “no, noi non facciamo entrare,
se vuole adottare un cane posso farglieli vedere su un catalogo”,
“questa é casa mia, faccio quello che voglio!”… tutto ciò in
orario di apertura!!!! Per non parlare dei regolamenti stilati ad hoc che
limitano adozioni, accessi alla struttura, volontariato. Cosa fare? Intanto non arrendersi e, di fronte a un evidente irregolarità, chiamare chi di competenza e pretendere un intervento immediato. Ci sono delle leggi che va preteso vengano rispettate. Tra queste, le singole Leggi Regionali per la Lotta al randagismo e tutela degli animali d'affezione, che regolamentano gli orari obbligatori di apertura al pubblico per i privati e i volontari, la possibilità di espletare attività di volontariato per le associazioni riconosciute ( a cui si riconosce anche la possibilità d'intervento in orari supplementari), l'adozione degli animali detenuti presso le strutture municipali e private convenzionate, l'obbligo dei gestori e delle Asl competenti per territorio a curare animali malati e bisognosi di interventi veterinari. In particolare riguardo la presenza di volontari nelle strutture, la Legge Finanziaria 2008 ha decretato che: "I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono a gestire i canili e gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile o con soggetti privati che garantiscano la presenza nella struttura di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti dei cani e dei gatti". Nel caso in cui ricordare queste leggi non sia sufficiente, le forze dell'ordine devono non solo essere allertate, ma si deve pretendere un intervento immediato qualora, ad esempio, venga negata la possibilità d'ingresso in orario di apertura. Nel caso in cui venga negata senza motivo l'adozione di un cane, anche una segnalazione al Comune proprietario dell'animale può servire a smuovere le cose. Oltre che alla Asl competente per territorio, in quanto ricordiamo é l'ente preposto al controllo e al monitoraggio della condizione sanitaria all'interno dei canili, soprattutto in caso si riscontri scarsa igiene all'interno di una struttura o condizioni di salute critiche degli animali ospitati. Chi invece, dopo aver adottato un cane in un canile, dovesse riscontrare problemi di salute dell'animale riconducibili alla sua detenzione nella struttura (ferite, morsi, malattie non curate, ecc...) é bene provveda subito a una visita veterinaria richiedendo l'emissione di un referto, che andrà poi sottoposto all'attenzione dell'Asl competente per territorio. Come
Associazione ci attiviamo perché riteniamo che: -
UN CANE DEL CANILE NON POSSA VIVERE TUTTA -
UN CANE DEL CANILE ABBIA IL
DIRITTO DI ESSERE ADOTTATO, E PER QUESTO, INCENTIVATO PER L’ADOZIONE,
VISTO E SCELTO ALL’INTERNO DELLA STRUTTURA CHE LO OSPITA; -
UN CANE DEL CANILE
ABBIA IL DIRITTO DI ESSERE CURATO IN CASO DI MALATTIA O DI FERITE; -
UN
CANE DEL CANILE ABBIA IL DIRITTO DI ESSERE TUTELATO E DI AVERE -
CHE UN CANE DEL CANILE ABBIA IL
DIRITTO DI VIVERE IN LUOGHI IDONEI E IGIENICI ED ESSERE ALIMENTATO IN MODO
ADEGUATO. Qualche esempio...
Per quanti ancora sarà così??? Per saperne di più, guarda il video di LA7 "Un Affare da Cani"
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IL CERCAPADRONE ONLUS - Associazione Tutela Animali C.F. 97474410152 Milano |